La
dottoressa Lara Pasquini è nata a Talla e vive a Rassina.
Ha
studiato Farmacia con il desiderio di fare veramente “il
farmacista”, maneggiare medicinali, ripercorrere il loro iter antico
e modernamente scientifico e avere un contatto con l’umanità
sofferente o solo bisognosa di un referente, riguardo alla propria
salute e alla propria vita.
Ha
conseguito il diploma di Erboristeria presso l’Università di
Firenze. Si è interessata di omeopatia frequentando un corso presso
l’Università “La Sapienza” di Roma.
Significativa è stata la sua esperienza alla farmacia dell’Ospedale
di Arezzo, dove ancora si distribuivano medicinali per i poveri,
quando questi erano solo assistiti con quattro o cinque tinture per
i classici malanni che interessavano cuore, stomaco, fegato,
intestino dolori in genere, qualche polvere distribuita in cartine:
aspirina e altri antipiretici.
Erano
questi gli ultimi momenti in cui il farmacista preparava ancora di
sua mano il galenico ed aveva lo scrupolo e la responsabilità di
pesare anche veleni.
Successivamente, per qualche anno, è passata in una farmacia
padronale, dove la sua personalità e la sua spiccata dignità non si
sottoponevano alle modalità di un asservimento che si allontanava
dalla professione e dagli studi.
In
questo periodo “l’ammirazione per quella piccola donnina “invisa e
non invisa” che abitava nel retro della farmacia alleggerì le pene
di un servizio che mal sopportava: ne venne fuori la stesura de “La
fierezza della diversità”, un ritratto- racconto della vita e
dell’umanità dell’Angiolina, pubblicato nella collana
“Primarno”dell’Accademia Casentinese di Lettere, Arti, Scienze ed
Economia di Borgo alla Collina, della quale era membro del Consiglio
Direttivo sotto la presidenza del Prof. Vettori.
Negli
anni successivi è stata la direttrice della farmacia di Pratovecchio
e, nel medesimo tempo, per ragioni familiari e forse per quella
spinta interiore verso un’assoluta libertà di movimento e di scelte,
accettò di lavorare nella scuola di Rassina, quando fu istituito
l’Avviamento Professionale. Ha quindi conseguito l’abilitazione per
l’insegnamento nella scuola superiore.
Negli
anni che videro il passaggio dalle scuole di Avviamento
Professionale alla Scuola Media Unificata ricoprì il ruolo di
“commissario” ai primi esami nelle scuole private gestite dai
sacerdoti che, con il supporto della televisione, curavano
l’alfabetizzazione dei ragazzi delle campagne più remote, primo
passo per arrivare all’istituzione della scuola media. Fu
un’occasione per scoprire, ancora una volta, l’umanità e le
occasioni di un mondo che riscopriva se stesso.
Negli
anni seguenti ha insegnato Matematica e Scienze alla Scuola Media di
Rassina, senza mai tralasciare i suoi interessi nel campo della
biologia e delle scienze naturali. Ha collaborato, senza scopo di
lucro, in una ditta di acque minerali per le analisi chimiche e
batteriologiche, riportando nella scuola elementi vivi e reali del
mondo che ci circonda e dimostrando particolare sensibilità per i
problemi ecologici e ambientali. Ha lavorato presso l’Istituto
Lanfranconi di Milano per lo studio degli estratti e delle essenze.
E’
stata un’insegnante “atipica”, che sapeva trasmettere ai suoi alunni
interessi e curiosità, che ne sollecitava lo spirito critico e le
capacità di ragionamento, ed sempre vissuta difendendo e perseguendo
come scopo un’assoluta libertà interiore.
Oggi il
suo divertimento è quello di ricordare, mossa esclusivamente da
sentimenti affettuosi verso persone che sono state delle pietre
miliari della sua vita.
Ha
pubblicato il libro “Figure tessute nella piccola storia”, una serie
di ritratti, talvolta ironici e talvolta veritieri, di alcuni
“rassinesi” degli anni Trenta, offrendo nell’alternarsi e
nell’intrecciarsi di memoria e presente, una preziosa testimonianza
culturale.
L'ultimo
suo lavoro “Il massacro delle lucciole”, racconta i suoi ricordi
circa gli eventi durante gli anni terribili della seconda guerra
mondiale, affrontando anche il problema delle leggi razziali.